Posizione sulle proposte di legge sull'accesso corsi universitari

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha predisposto e approvato (nella seduta del 13 febbraio) un documento sulle proposte di legge che intendono rivedere la legge 264/1999 che regolamenta l'accesso ai corsi universitari.
Il testo (pubblicato nel portale www.regioni.it, sezione Conferenze) è stato illustrato il 14 febbraio alla commissione Cultura della Camera, nel corso di un'audizione, da Monica Barni (vicepresidente della Regione Toscana) che coordina gli Assessori all’università nell’ambito della Commissione Istruzione e Lavoro...

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«L’infermiere non deve mai dimenticare l’umanizzazione dell’assistenza»

Ecco il tema centrale della professione per Tonino Aceti, nuovo portavoce della Federazione degli Ordini degli infermieri-FNOPI

«La tenerezza è la chiave per capire il malato e, insieme alla carezza, rappresenta la medicina preziosa per la sua guarigione». È con questa frase pronunciata da Papa Francesco durante un’udienza privata con gli infermieri che Tonino Aceti, nuovo portavoce della Federazione degli Ordini degli infermieri-FNOPI riassume il senso che per lui ha questa professione. Aceti, romano di 39 anni, ricopre il nuovo ruolo di portavoce dal primo febbraio scorso. In precedenza è stato anche coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato.

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«La prima criticità nel mondo degli infermieri – spiega il neoportavoce Fnopi - è adeguare il numero del personale ai bisogni e alle aspettative reali dei pazienti. Il tetto di spesa del personale è fermo al 2004 e per di più anche ridotto dell’1,4%: vuol dire che c’è un limite di spesa inadeguato rispetto ai bisogni della salute della popolazione, che comunque negli anni aumentano. Invece bisogna investire di più nel personale infermieristico. Altra criticità sta nel fatto che oggi gli infermieri potrebbero svolgere funzioni e attività sempre maggiori all’interno del percorso di cura e ricoprire ruoli con più responsabilità ma incontrano costantemente resistenze in questo cammino. Infine, il tema dell’infermiere di famiglia e comunità, importante soprattutto per chi vive in aree isolate e disagiate del Paese, registra esperienze pilota in alcune regioni che dovrebbero diventare sistema in tutto il territorio nazionale. Ma davanti abbiamo una strada lunga».

Il personale infermieristico, anno dopo anno, ha fatto grandi passi in avanti, dal punto di vista di qualità e competenze. «Questo è sotto gli occhi di tutti – prosegue Aceti -. Bisogna lavorare per garantire l’umanizzazione dell’assistenza, attenta ai diritti fondamentali dei pazienti (come l’ascolto, l’evitare dolori inutili, essere informato, avere accanto a sé il proprio caro). Penso che a queste cose l’infermiere non dovrà mai rinunciare se vuole crescere anche dal punto di vista professionale. Sono le dimensioni che devono essere garantite dal personale infermieristico. Peccato che questa visione si scontri tutti i giorni con processi di ottimizzazione del lavoro per ottenere più produttività nel sistema sanitario, come una sorta di catena di montaggio. In questo modo rischia di essere sacrificato il tempo dell’ascolto e della sensibilità. In questo senso, le mie priorità saranno portare all’interno delle politiche della professione infermieristica le competenze che ho sviluppato nel mondo dell’associazionismo verso pazienti e cittadini, in modo da far sì che le politiche siano incentrate su di loro, ma anche in modo da contribuire a sviluppare un Ordine delle professioni infermieristiche sempre più a misura di infermiere e cittadini. L’Ordine deve essere a loro misura. Infine - conclude Aceti - cercherò di fare in modo che gli infermieri contino sempre di più nelle politiche sanitarie e quindi il mio aiuto sarà sempre di più istituzionale, a cominciare dalla partita dell’infermiere di famiglia e di comunità».

OPI Firenze-Pistoia accoglie i nuovi infermieri e infermieri pediatrici

Una giornata di confronto e dibattito per il giuramento dei nuovi colleghi

Un appuntamento per dare simbolicamente inizio alla professione di infermiere e infermiere pediatrico con il Giuramento professionale. Si è tenuto lo scorso 8 febbraio al Centro Congressi al Duomo di Firenze, l’incontro promosso dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciale di Firenze-Pistoia, che ha invitato i neo-laureati a una giornata di confronto e dibattito per il giuramento dei nuovi colleghi e l'accoglienza nella professione ma anche per aprire un confronto su un’infermieristica in Toscana che offre lavoro ai giovani infermieri.

L’incontro è stato introdotto da Danilo Massai presidente OPI Interprovinciale Firenze Pistoia che ha sottolineato l’importanza della responsabilità in una professione di alto interesse sociale e si è soffermato sul tema dell'accoglienza nel mondo del lavoro. All’intervento del presidente Massai sono seguiti quelli di Paolo Franchi referente per la sezione territoriale centro di Estar, che ha fatto il punto sui concorsi pubblici e sulle assunzioni in Toscana e di Luca Benci, giurista, che ha trattato il tema delle responsabilità all’inizio della carriera.

   

 

La psicologa Alessandra Schiavoni si è concentrata sul lavoro in equipe e sulle relazioni interdisciplinari. mentre Cristina Banchi membro della commissione etica di Opi Firenze Pistoia, ha parlato del Codice deontologico e del Patto infermiere-cittadino. Infine l’intervento di Federico Gellidella dirigenza dell’Azienda sanitaria Toscana centro e redattore, nel corso della precedente legislatura, della Legge 24/2017 in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, di cui ha illustrato i punti salienti evidenziandone le peculiarità.

In chiusura, il giuramento e la consegna ai neo laureati della pergamena, sulla quale è riportato il patto cittadino-infermiere, in segno d’investitura e attestazione di ingresso nel mondo del lavoro.

Il ruolo degli infermieri nelle emergenze di Protezione Civile

C’è l’intesa con le Regioni sulla direttiva Asl-Svei dedicata all’assistenza della popolazione “fragile” in caso di catastrofe

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Gli infermieri, insieme ai medici, nelle maxi emergenze supporteranno i sindaci secondo uno schema ben preciso. A definirlo è la Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri “Concorso dei medici delle Aziende Sanitarie Locali nei Centri Operativi Comunali ed Intercomunali, l’impiego degli infermieri ASL per l’assistenza alla popolazione e la Scheda SVEI per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione assistita”, voluta dalla Protezione civile, dai Comuni, dal mondo della Sanità, e perciò approvata da poche settimane dalla Conferenza Unificata. «C’è l’intesa con le Regioni e i Comuni, sulla direttiva che individua tempestivamente chi ha più bisogno di aiuto tra la popolazione sfollata per causa di una catastrofe. Siamo contenti di questo passo in avanti e ora ci aspettiamo che la direttiva sia presto pubblicata, speriamo entro il primo semestre del 2019 – spiega Federico Federighi, Coordinatore del Servizio risorse sanitarie del Dipartimento della Protezione Civile -. È una direttiva importante per il Sistema Nazionale di Protezione Civile che, tra le altre cose, affida un ruolo di grande rilievo agli infermieri. Assieme ai colleghi delle Regioni e delle Provincie Autonome, abbiamo ritenuto che fosse opportuno chiarire le attività delle Asl fin dalle primissime ore successive a un evento calamitoso. La direttiva vuole velocizzare l’individuazione delle speciali necessità, di quella parte della popolazione assistita dalla protezione civile, che potrebbe essere non bastante a se stessa (anziani, disabili ma anche le mamme in allattamento e con bimbi piccoli). Tale compito è affidato agli infermieri Asl, quelli che si occupano di seguire le cure domiciliari, che possono avvalersi a loro discrezione dall’aiuto delle associazioni di volontariato».

Nella direttiva si legge: “Allo scopo di organizzare, nel più breve tempo possibile, il ripristino dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria territoriale nelle aree colpite da eventi calamitosi, la direzione del distretto Asl competente per territorio, individua tra il personale medico i propri rappresentanti per operare presso la funzione sanità dei centri operativi comunali e intercomunali. In questo modo si viene a stabilire un sicuro riferimento del sindaco per la localizzazione e per il soccorso dei cittadini con disabilità permanenti o temporanee e con specifiche necessità sociosanitarie. Inoltre, si contribuisce all’individuazione di ricoveri per gli assistiti con disabilità e specifiche necessità, oltre che a riorganizzare l’assistenza sanitaria e fornire indicazioni per la riorganizzazione di quella di base”.

In particolare, il personale infermieristico, coordinato dalla Direzione del Distretto Sanitario territorialmente competente, favorisce (nelle strutture preposte all’accoglienza) la valutazione socio-sanitaria per le persone assistite attraverso l’uso della scheda SVEI (una scheda di triage sociosanitario, compilata dagli infermieri ASL che si occupano delle cure domiciliari, che suddivide le persone da assistere secondo necessità e urgenza; assicura l’interazione con la funzione sanità dei Centri operativi comunali e intercomunali, contribuendo, tramite l’apporto del personale medico operante nella funzione, a informare il sindaco sulle necessità sanitarie e socio sanitarie delle persone assistite; supporta il personale medico della Asl nei criteri di scelta per l’idonea destinazione alloggiativa, delle persone assistite con disabilità o con specifiche necessità; contribuisce alla segnalazione delle persone disabili disperse, ai fini delle operazioni di ricerca e salvataggio; supporta il personale medico delle Asl nell’individuazione di ricoveri per le persone assistite con disabilità o con specifiche necessità; supporta il personale medico dell’Asl nella riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria di base.

«In questo modo il Servizio Sanitario pubblico opererà per individuare prioritariamente chi ha uno speciale bisogno – conclude Federighi -. Questo accadeva anche prima della Direttiva, ma ora speriamo di riuscire a fare il nostro dovere con ancor maggiore precisione e velocità».


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