«La stanchezza di fare un lavoro che amo, dopo appena due anni che lo faccio»

La lettera di un giovane infermiere al Collegio Ipasvi di Firenze Pistoia

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«Mi sento un numero di badge.... Non mi sento il cambiamento, mi sento un poveraccio, perché ho fatto una scelta, che è quella di provare a costruire una vita qui, di non fare come i miei colleghi che sono andati all'estero. Ma oggi, dopo due anni, vedo loro che fanno carriera e vedo me che se prendo una multa per divieto di sosta so che per pagarla devo stringere la cinghia». Sono le parole di un giovane infermiere stanco della propria situazione che, in forma anonima, ha deciso di scrivere al presidente del Collegio IPASVI Firenze-Pistoia, Danilo Massai. Nelle sue parole, si legge un disagio del quale non solo il Collegio si fa carico ma a cui ha voluto dare la massima diffusione perché chi legge si renda conto di quanto sia penalizzante il mondo del lavoro giovanile precario: «vi scrivo – si legge nella lettera - perché credo nella nostra professione e credo che non meriti di essere maltrattata, come non lo merita chi sceglie di farla, meritiamo rispetto e riconoscimento. Vi scrivo perché non ho intenzione di mollare e credo che siate voi quelli che possono dare a me, e a quelli che sono nella mia stessa situazione, gli strumenti e la forza di essere quel cambiamento che avremmo dovuto essere già». Perché essere infermiere richiede passione, autenticità con gli assistiti ma anche Organizzazioni finalizzate alla qualità di cura che pongano i professionisti in una logica di attenzione in quanto capitale umano.

«Sono infermiere di RSA da ormai 2 anni [...] – si legge nella lettera - il primo anno sono stato assunto con un contratto diretto con la struttura in cui ho lavorato per poi essere scaricato perché la normativa vigente sul lavoro prevedeva che una nuova assunzione costasse meno a livello di tasse e quindi dopo 12 mesi di servizio in cui ho fatto 160 ore mensili [...] sono stato “rimesso sul mercato del lavoro”, ho avuto la fortuna di trovare lavoro dopo circa un mese e per un ragazzo come me che paga l’affitto di tasca propria [...]. Ho un contratto part time e all’inizio lavoravo da giornaliero, che poi giornaliero non ero dato che facevo 2-3 notti mensili, ma ho accettato, ho dovuto accettare, l'affitto non si paga da solo. Mi hanno promesso che le ore mensili sarebbero aumentate e con quella promessa in tasca ho lavorato i primi mesi. All'arrivo di ogni busta paga, che ho fortunatamente imparato a leggere subito, vedevo che la paga era superiore al numero di ore lavorate, ma vedevo anche che il monte ore era in negativo, la cosa allarmante era che solo nel primo mese di assunzione, ero “sotto” di oltre 40 ore. Questo perché l'affiancamento non è pagato, ed ecco che ho regalato 10 giorni di lavoro, incluso un turno di notte […]. Ho accettato l'affiancamento gratuito, ho dovuto accettare, le bollette non si pagano da sole».

«Per mesi sono stato costretto ad accettare ogni cambio possibile per aumentare le ore lavorate […]: mattina-notte, mattina-pomeriggio senza stacco tra i due turni o altre combinazioni che mi consentissero, non di recuperare, ma di non andare sotto con le ore lavorate, perché non mi venivano garantite le ore previste dal contratto. Dopo 5 mesi di lavoro ero sotto di 120 ore, praticamente più di un mese di lavoro [...] Sono ora turnista, ma mi vengono comunque offerti turni “strani”, proseguono i mattina-notte, le doppie notti e i turni lunghi, cominciano i rientri sui liberi. E ogni volta mi viene “offerto” un turno aggiuntivo mi viene detto: “devi recuperare ore”, con un tono più minaccioso che amichevole. Io stringo i denti e accetto la maggior parte dei turni, un pochino per solidarietà verso i miei colleghi che chiedono giorni liberi, un pochino perché ho voglia di recuperare le ore non lavorate, benché consapevole che 40 di queste le ho lavorate, ma non mi verranno pagate. Ripeto a me stesso che ho un contratto a scadenza, che devo aspettare un momento migliore, che prima recupero, prima avrò possibilità di vedere i miei turni ridotti e magari andare “sopra” nel monte ore, come è stato. D'estate ho modo di recuperare più di 40 ore mensili e in 4 mesi sono in parità... parità... a me quelle 40 ore di affiancamento lavorate nessuno le pagherà mai».

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E poi, un capitolo a parte, le notti. «Ogni 5 giorni, da buon turnista, sono in turno di notte, siamo io e un OSS (quando va bene, a volte sono con un OTA o un ADB, insomma, personale che le notti non le potrebbe fare, ma si fa finta che possa), siamo in due con 75 persone, di cui: 3 portatrici di PEG che vanno idratate ogni 2 ore e 11 persone con sindrome da immobilizzazione che devono essere posizionate ogni 2 ore». In più «l'infermiere notturno è l'addetto di primo soccorso in caso di incendio (mai fatto il corso antincendio), deve fare le pulizie a fondo e la sanificazione dell'infermeria, deve controllare periodicamente le cartelle dei pazienti, […] i farmaci mancanti, […] i presidi mancanti, facendo in modo che siano in ordine e che ci sia tutto, deve somministrare la terapia della sera. Inoltre, l'infermiere notturno deve fare l'OSS, deve fare i giri di controllo dei pannoloni e cambiarli insieme all'OSS, e lo deve fare “perché qui si fa così” e quando ho detto che non è una cosa professionale, […] e che ci dovrebbero essere 2 OSS e 1 infermiere, mi sono sentito dire che “o fai così o ti leviamo dalle notti”, che significherebbe tornare sotto col monte ore. […] Lungi da me dire che un infermiere non debba cambiare un pannolone, sono felice di essere di aiuto alle altre figure professionali quando queste hanno bisogno, ma dato che la somministrazione della terapia notturna, il controllo delle cartelle, il controllo e l'ordine dei farmaci e dei presidi mancanti, l'idratazione e la mobilizzazione sono compiti che portano via molto tempo, perché devo anche fare quello che sarebbe il lavoro di altre figure? […]».

Tutto questo senza un reale riconoscimento economico. «L'unica cosa bella del turno di notte è che […] si stringono rapporti di fiducia forti e si riesce a scoprire cose interessanti, tipo che gli OSS hanno la mia stessa paga oraria […] e che anzi, molti degli OSS che lavorano con me hanno scatti di anzianità o contratti diversi che prevedono una paga maggiore rispetto alla mia. Però io quella paga l'ho accettata, ho dovuto accettarla […]. Ma oggi, che vi scrivo queste righe, oggi che sono vicino alla scadenza del mio contratto e non so se mi sarà rinnovato, se il numero di ore lavorative aumenterà anche sul contratto o se sarà presa la decisione di lasciarmi per strada. Oggi sono stanco. Oggi sono infermiere da 3 anni, riesco a fare il mio lavoro da 2. Pago l'affitto, le bollette, l'assicurazione della macchina, la tassa di iscrizione al Collegio, la spesa, i vestiti (tra cui la divisa di lavoro, perché me ne viene fornita solo una, se voglio un cambio, devo pagarla e poi devo lavare tutto a casa) e faccio fatica a concedermi qualche extra. Oggi non vedo quel mondo in cui io possa essere il cambiamento. Oggi vedo solo quel mondo in cui capisco i miei colleghi ed ex compagni di studio che sono andati all'estero, o in cui vedo i miei ex compagni di studio con i genitori medici che li hanno messi a lavorare dove volevano (nel privato)». 

«Oggi ho incontrato un'infermiera che è stata mia docente che mi ha detto che tornerebbe di corsa a lavorare nel privato, perché quando ci lavorava “ero pagata oltre 2000 € al mese e lavoravo meno e in condizioni migliori rispetto ad ora che lavoro ora nel pubblico”, la vedo sgranare gli occhi quando le dico che sono pagato 1070 € al mese quando faccio tutte le notti (senza turni di notte la paga base è di 990€), la vedo incredula... e vedo i miei colleghi che lavorano con la partita IVA nel pubblico, che sono precari e che mi invidiano, perché io sono “assunto”[…]. La  mia indipendenza la sto pagando cara, la sto pagando con la voglia che mi va via, con la stanchezza di fare un lavoro che amo, dopo appena due anni che lo faccio… Perché ogni giorno rischio una denuncia per tutto quello che faccio sul lavoro e non posso permettermi un'assicurazione sanitaria... Mi sento un numero di badge.... Non mi sento il cambiamento, mi sento un poveraccio, perché ho fatto una scelta, che è quella di provare a costruire una vita qui, di non fare come i miei colleghi che sono andati all'estero... Ma oggi, dopo 2 anni, vedo loro che fanno carriera e vedo me, che se prendo una multa per divieto di sosta so che per pagarla devo stringere la cinghia su altro […]».

Collegio IPASVI Firenze Pistoia, grande la partecipazione alle elezioni

In oltre 1200 per eleggereConsiglio Direttivo eCollegio dei Revisori dei Conti

Sono stati oltre 1200 a votare per eleggere il nuovo organico del Collegio Ipasvi Firenze e Pistoia, superando di gran lunga il quorum necessario. Si sono chiuse le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti, tenutesi il 21, 22 e 23 ottobre Firenze. Una tre giorni di voto che ha visto una grande partecipazione da parte di infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari che fanno capo al nuovo ente.

«Come presidente del seggio posso dire che siamo rimasti molto soddisfatti della partecipazione - spiega Gianfranco Cecinati, che è stato presidente del Seggio elettorale -. In tanti hanno espresso la loro preferenza e la frequenza dei votanti è stata diluita bene nelle tre giornate, durante le quali non ci sono stati problemi né contestazioni. La Commissione elettorale, come previsto dalla normativa, su indicazione della federazione, era formata dai tre commissari straordinari affiancati dai due iscritti più anziani in veste di scrutatori e dal più giovane in veste di segretario. Terminata l’ultima giornata, abbiamo chiuso il seggio e dopo un’ora è iniziato lo spoglio delle schede: i votanti sono stati 1267, quindi il quorum degli 894 votanti è stato ampiamente superato».

Il primo Consiglio Direttivo sarà convocato lunedì 30 ottobre dal consigliere più anziano, Danilo Massai, e ratificherà gli incarichi di presidente, vicepresidente, segretario e tesoriere. In seconda battuta sarà nominato il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti. I nominativi saranno scelti tra i 15 membri del Consiglio eletti: Danilo Massai (912 voti), Cinzia Beligni (696), David Nucci (625), Daniele Ciofi (613), Fabio Valente (609), Roberto Romano (584), Corinna Pugi (519), Marco Tapinassi (497), Francesco Rossi (468), Luca Bartalesi (462), Giampaolo Scarselli (440), Maria Flora Succu (418), Stefania Passini (395), Daniela Gavazzi (357), Filippo Mosti (352). Dal momento che si insedierà ufficialmente il Consiglio Direttivo terminerà quindi il compito dei commissari straordinari nominati del Ministero.

In una convocazione a parte sarà poi nominato il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, formato, per elezione da Chiara Biagini (572 voti), Francesca Vacchina (549) e Michela Camporeale (522) a cui si aggiunge un quarto membro, Enrico Dolabelli (512) in qualità di componente supplente.

Dicono di noi...

Rassegna stampa del 10/12/2017 

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Vi proponiamo alcune notizie d'interesse.

 

  • Giornata mondiale dei diritti umani, Ipasvi Firenze-Pistoia: «La loro tutela è nel Dna di ogni infermiere»
    «Il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l’esercizio della professione infermieristica». Così recita l’articolo 5 del Codice deontologico dell’infermiere, che ha quindi, per sua natura, anche il compito di tutelare e vigilare sul rispetto dei diritti dell’uomo. Il collegio Ipasvi di Firenze-Pistoia che tutela cittadini e professionisti (infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia) partecipa alla Giornata mondiale dei diritti umani, celebrata in tutto il mondo il 10 dicembre.
  • Giornata mondiale dei diritti umani. Ipasvi Firenze-Pistoia: “Loro tutela è nel Dna di ogni infermiere”
    Il Collegio interprovinciale partecipa alle celebrazioni per il 10 dicembre. "Nel nostro agire professionale, come recita anche il nostro codice deontologico, dobbiamo prestare assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, del genere e delle condizioni sociali". 

 

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Rassegna stampa del 29/11/2017 

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Vi proponiamo alcune notizie d'interesse.

  • Danilo Massai: «Agire subito a garanzia degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari»
    «Si torna a parlare dei problemi di sicurezza negli ospedali e nei pronto soccorso solo dopo l’ennesimo episodio grave. La realtà è che a ogni turno, giorno e notte, il personale sanitario vive in una situazione di rischio. Gli infermieri in particolare».... 
  • I Collegi Ipasvi della Toscana al 12° Forum Risk Management
    I collegi Ipasvi della Toscana partecipano alla 12ª edizione del Forum Risk Management (Fortezza da Basso, Firenze). Prende il via oggi, martedì 28 novembre per proseguire fino a venerdì 1° dicembre...
  • «Mi sento solo un numero di badge, ma non mollo»
    Un giovane Infermiere che si è da poco affacciato al mondo del lavoro ha dovuto fare i conti con una cruda realtà. Ha pertanto deciso di chiedere aiuto al presidente del collegio provinciale Ipasvi di appartenenza, Danilo Masai. Ecco la sua testimonianza, parzialmente riportata da Repubblica....
  • Lettera di un Infermiera:mi sento un numero di badge.
    «Mi sento un numero di badge… Non mi sento il cambiamento, mi sento un poveraccio, perché ho fatto una scelta, che è quella di provare a costruire una vita qui, di non fare come i miei colleghi che sono andati all’estero. Ma oggi, dopo due anni, vedo loro che fanno carriera e vedo me che se prendo una multa so che per pagarla devo stringere la cinghia. (…) vi scrivo perché credo nella nostra professione e credo che non meriti di essere maltrattata, come non lo merita chi sceglie di farla, meritiamo rispetto e riconoscimento...
  • Infermiere scrive al collegio: Mi sento un numero di badge
    La lettera è stata inviata al collegio Ipasvi di Firenze e Pistoiae denuncia una situazione ormai di routine: infermieri sottopagati, costretti a turni massacranti e soprattutto che stanno perdendo l’amore per la professione. Ecco alcuni stralci della lettera...
  • Non sono un Infermiere, sono solo un numero di badge!
    Proponiamo qui di seguito un servizio apparso sul Quotidiano La Nazione di Firenze. Nel servizio si dà spazio allo sfogo di un giovane Infermiere e ad un suo scritto. Si tratta di alcuni brani di una lunga lettera inviata da un collega al Presidente del Collegio IPASVI di Firenze e Pistoia, Danilo Massai...
  • Camici “rossi” contro la violenza Oggi il flash mob degli infermieri
    Un flash mob per dire no a qualsiasi tipo di violenza. Sono tanti anche quest’anno gli infermieri che scenderanno in piazza oggi (ore 13.30) davanti agli ospedali di Santa Maria Nuova di Firenze, San Giuseppe di Empoli e San Jacopo di Pistoia per manifestare contro la violenza sulle donne. L’iniziativa si chiama “Agitiamo il rosso” ed è organizzata per puntare i riflettori su un tema che i professionisti del settore sanitario conoscono da vicino.
  • Firenze. Armato di coltello minaccia il personale del PS al Careggi. Gli infermieri chiedono interventi di tutela immediati
    Minacciava, scalciava e chiedeva di essere visitato subito. È stato disarmato, fortunatamente senza ferire nessuno, e denunciato. Danilo Massai (Ipasvi Firenze-Pistoia): “Trovare soluzioni prima di arrivare a un punto di non ritorno”. Giannoni (Nursind), “Grave situazione per pazienti e lavoratori, facciamo appello alla DG Calamai”...
  • I Collegi Ipasvi della Toscana al 12° Forum Risk Management
    I collegi Ipasvi della Toscana partecipano alla 12ª edizione del Forum Risk Management (Fortezza da Basso, Firenze). Prende il via oggi, martedì 28 novembre per proseguire fino a venerdì 1° dicembre, la manifestazione che annualmente riunisce i maggiori esperti a livello internazionale di sicurezza delle cure, innovazione clinica, healthcare management. Sono numerosi gli appuntamenti a cui prenderanno parte, come moderatori o relatori, membri dei Collegi Ipasvi regionali...

 

 

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Rassegna stampa del 27/12/2017 

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Vi proponiamo alcune notizie d'interesse.

 

Nonostante le molte cose fatte sul piano legislativo ed economico e nonostante oggi si stia oggettivamente meglio di come si stava nel 2013, la percezione (sentimento sopravvalutato ma ormai giudice indiscusso dei destini politici e non del mondo contemporaneo) è che, nel migliore dei casi, sia cambiato poco o nulla. Per la sanità vale la stessa cosa: molte leggi importanti (mai così tante in cinque anni), più risorse (anche se meno di quelle promesse) e più diritti (dai Lea al biotestamento) ma per tutti gli addetti il sistema è prossimo al collasso

Il Forum di Tokio è culminato in una dichiarazione per galvanizzare l'azione verso #HealthforAll e durante i lavori è stato diffuso il rapporto di monitoraggio globale UHC della Banca Mondiale/OMS, che misura la percentuale di una popolazione che può accedere a servizi sanitari di qualità essenziali e la percentuale della popolazione che spende una grande quantità di reddito familiare per la salute.

 

Federazione: elezioni per il rinnovo delle cariche il 27-28 e 29 gennaio

Elezioni per il Comitato Nazionale Federazione dei Collegi IPASVI

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Il Comitato centrale della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, nella seduta tenutasi nella serata di venerdì 12 gennaio, ha deciso di anticipare le elezioni per il rinnovo delle cariche nazionali al 27-28 e 29 gennaio.
Questo in linea con quanto già deliberato dalle altre Federazioni delle professioni regolamentate per evitare che nel passaggio tra la vechia e nuova legge - quella che sarà in vigore con l'approvazione definitiva del Ddl Lorenzin - possano crearsi situazioni di incertezza sule propcedure elettorali per il rinnovo.
La nuova legge dovrebbe entrare in vigore tra fine gennaio e i primi di febbraio e tra l’altro prescrive che le elezioni avvengano già entro il mese di marzo.
Per questo è importante non far capitare le lelezioni, come altrimenti avverrebbe, nel periodo di transizione della sua entrata in vigore e anche il ministero ella Salute sta predisponendo una circolare per ricordare che in prima applicazione si vota ancora con la vecchia norma che però va applicata finché in vigore.

Sono chiamati al voto quindi i neo-presidenti dei Collegi provinciali che hanno concluso le operazioni di rinnovo e ciascun presidente provinciale dispone di un voto per ogni 200 iscritti (e frazione) al rispettivo albo provinciale.
Un comportamento quindi, di prudenza e correttezza in analogia con quanto già fatto dalle altre Federazioni.

Nei prossimi giorni verranno inviate le opportune informazioni ai Collegi e le comunicazioni nel merito che intanto sopraggiungeranno dal ministero della Salute.

Si ricorda che il seggio sarà aperto nei giorni indicati nel comunicato c/o la sede della Federazione Nazionale Collegi in via A. Depretis 70, Roma.
Sono eleggibili tutti gli iscritti negli albi a maggioranza di voti e a scrutinio segreto. Si rammenta che la legislazione vigente non prevede cause di ineleggibilità o incompatibilità.

L’Infermiere Militare Camillo Borzacchiello diventa Cavaliere della Repubblica

Il Primo Maresciallo dell'Esercito insignito oggi dell’onorificenza

La cerimonia si è tenuta oggi lunedì 18 dicembre in Prefettura a Firenze

Camillo Borzacchiello

Un infermiere fiorentino tra i Cavalieri della Repubblica. Camillo Borzacchiello, Infermiere Militare e Primo Maresciallo dell'Esercito in servizio allo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze, iscritto al Collegio Ipasvi Firenze-Pistoia, viene insignito del prestigioso titolo durante una cerimonia che si terrà oggi in Prefettura a Firenze.

La sua è una tra le ventinove onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana che vengono consegnate oggi. Le Omri sono conferite dal Capo dello Stato a coloro che si sono distinti per impegno e qualità professionali nella propria vita lavorativa o per aver operato con particolari fini sociali e umanitari. Camillo Borzacchiello è anche autore del volume “È raro oppure meglio mamme. L’impegno sociale dello Stabilimento chimico farmaceutico militare per le malattie rare”, un libro che attraverso la medicina narrativa racconta la storia e l’apertura di un laboratorio di ricerca per le malattie rare e fa conoscere l’impegno sociale dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Rassegna stampa del 01/02/2018

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Vi proponiamo alcune notizie d'interesse di quest'oggi.

 

 

Rassegna stampa del 01/03/2018

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Rassegna stampa del 02/01/2018

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Rassegna stampa del 04/04/2018

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Rassegna stampa del 05/01/2018

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  • La responsabilità della struttura sanitaria
    La responsabilità della struttura sanitaria è quella che sorge quando un paziente subisce un danno causalmente riconducibile alle obbligazioni sulla stessa facenti carico. Del resto, il rapporto che sorge tra struttura sanitaria e paziente non è solo di tipo "alberghiero" ma si estrinseca anche nella messa a disposizione da parte della prima a vantaggio del secondo dei macchinari, dei medicinali, del personale medico e paramedico. E' quindi innegabile che anche l'ambiente entro cui i sanitari operano può assumere una rilevanza determinante in campo di responsabilità.
  • Cari colleghi, il medico del tempo che fu, non tornerà più
    Quando il futuro è inaffidabile e la speranza svanisce nel timore dell'arretramento economico e sociale, è facile colorare di nostalgica bellezza il passato, stabile e affidabile. Nasce allora il desiderio di riconquistare quel ruolo sociale che esisteva o, meglio, si immagina esistesse

 

 

Rassegna stampa del 06/04/2018

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Rassegna stampa del 11/04/2018

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  • "La mia ciclotimia": fumetto svela come si convive con un disagio psichico
    Da molti anni si parla spesso di bipolarità, con il rischio paradossale di farne una malattia "alla moda", sovra diagnosticata e banalizzata. Malgrado questa esposizione, la ciclotimia (forma più lieve del bipolarismo), rimane nell'ombra. La scrittrice Lou Lubie invita a conoscerla attraverso il graphic novel autobiografico "La mia ciclotimia ha la coda rossa"
  • La “pianificazione condivisa delle cure”. Una novità che coglie impreparati sia medici che pazienti (prima parte)
    La “pianificazione condivisa delle cure” non presuppone che il medico condivida la volontà del paziente. Il medico offre al paziente la propria competenza tecnico-scientifica assicurandosi che sia stata ben compresa: poi deve accettare la scelta del paziente. Di conseguenza, se la relazione si struttura su presupposti corretti, nel rispetto dell’autonomia tecnico-scientifica del medico e dell’autonomia decisionale del paziente, dovrebbero non verificars casi nei quali questa non si concretizza.La “pianificazione condivisa delle cure” non presuppone che il medico condivida la volontà del paziente. Il medico offre al paziente la propria competenza tecnico-scientifica assicurandosi che sia stata ben compresa: poi deve accettare la scelta del paziente. Di conseguenza, se la relazione si struttura su presupposti corretti, nel rispetto dell’autonomia tecnico-scientifica del medico e dell’autonomia decisionale del paziente, dovrebbero non verificars casi nei quali questa non si concretizza.

Rassegna stampa del 12/04/2018

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Rassegna stampa del 15/02/2018

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Rassegna stampa del 16/01/2018

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Rassegna stampa del 21/04/2018

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  • Nasce il network delle biblioteche biomediche toscane - VIDEO
    Per valorizzare le migliori conoscenze scientifiche nasce il NBST, acronimo di Network Bibliotecario Sanitario Toscano, la cui gestione è affidata all'Agenzia Regionale di SanitàPer valorizzare le migliori conoscenze scientifiche nasce il NBST, acronimo di Network Bibliotecario Sanitario Toscano, la cui gestione è affidata all'Agenzia Regionale di Sanit
  • Senza laurea e iscrizione all’Ordine non si può ottenere una mansione superiore. La Cassazione boccia la richiesta degli infermieri generici
    Secondo quattro ordinanze di identico contenuto della Cassazione "la carenza del titolo abilitativo specifico e della relativa iscrizione all'albo producono la totale illiceità dello svolgimento di fatto di mansioni superiori e rendono inesigibile il diritto alla corrispondente maggiore retribuzione". Anzi, l'attività svolta senza questi presupposti  "... si pone come illecita perché in violazione di norme imperative attinenti all'ordine pubblico e poste a tutela della generalità dei cittadini non già del prestatore di lavoro"
  • La salute dei detenuti in Toscana a 10 anni dalla riforma
    Obiettivo della giornata è quello di fare il punto sullo stato di salute della popolazione detenuta in Toscana a 10 anni dall’entrata in vigore della riforma della sanità penitenziaria
  • Pubblica amministrazione e software: consultazione on line
    È in consultazione fino al 5 maggio 2018 la circolare sulle "Linee Guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni"che sono state redatte da un gruppo di lavoro costituito da componenti dell’AgID e del Team per la Trasformazione Digitale in attuazione di quanto previsto dagli articoli 68 "Analisi comparativa
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